Secondo la mitologia, quella dei ciclopi con il mono occhiale da sole che invece di stare in spiaggia si mettono a far casino qua e là.

Quella delle Pollon combina guai e quella che poi muta qua e la, ma racconta sempre la stessa storia tra dei e uomo, in lotta, amore e chi più ne ha più ne metta, racconta che…

Una bella ninfa di nome Smilace, diciamo la sugar daddy del Dio Ermes, che le regalava sempre borsette firmate, tanto mica le pagava, essendo esso stesso Ermes e borsetta, ebbe un “match” su tinder con il giovine Krocos, giovine e bello. Smilace cadde subito fra le braccia di mister K e si facevano vedere in giro belli come il sole. Ermes, non passava più dalle porte dei templi, e tutti gli amici lo prendevano in giro per essersi fatto soffiare la giovinetta da Krocos, così, come da tradizione, invece di un delitto passionale, usò i super poter: trasformo il ragazzo in un bulbo e lo piantò in giro per il mondo.

Il bulbo bulbò, nacque il fiore dello zafferano e l’uomo, col tempo, capì che era una spezia buonissima.
Quindi da una storia di corna e da un triangolo amoroso nacque sta benedizione!

E una delle migliori coltivazioni di zafferano al mondo si trova nella nostra bella Sardegna dove trova il clima ideale per crescere e diventare ancora più divino.
E nei tempi passati le donne sarde, in ogni corte, ne coltivavano un po’ ed era un pizzico di magia e bellezza da aggiungere nei piatti speciali o, come mi hanno raccontato ieri, in quelli più semplici come il sugo di pomodoro!

A voi la mia paella di , zafferano e il mare.

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Ricetta per 4 persone:

  • 250 grammi di fregola
  • 1 pizzico di zafferano
  • Paprika qb
  • Cipollotto
  • Aglio
  • Zenzero
  • Cozze 500g
  • Vongole 500g
  • 10 gamberi
  • 1 calamaro
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • Olio evo
  • Ghiaccio
  • Polpa di pomodoro

Aprire in una padella le cozze e le vongole e prelevarne il brodo.

Sgusciare la metà e l’altra metà lasciarla nel guscio.

Prelevare le teste dei gamberi, scaldare olio e uno spicchio d’aglio, rosolare le teste e sfumare con vino. Aggiungere poi il ghiaccio e mezza cipolla.

Aggiungere al brodo di teste di gamberi, l’acqua delle cozze e vongole.

Rosolare un trito di cipollotto, aglio e zenzero in un lato della padella.

Nell’altro lato i gamberi e un calamaro: rosolare velocemente per meno di un minuto a fiamma viva. Togliere i gamberi e calamari.

Aggiungere pomodoro, paprika e zafferano in polvere. La fregola e il brodo.

Regolare di sale e cuocere la fregola senza girarla come se fosse una paella.

Aggiungere i crostacei in guscio e sgusciati e far consumare il brodo, portando a termine la cottura della fregala.

Alla fine aggiungere olio evo abbondate e alzare la fiamma in modo da formare una crosta sul fondo della padella.

Se vi siete persi la scorsa ricetta la trovate qui!

 

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