Se ne coma poca

La sagrada familia procedeva con incessante lentezza la visione di un Gaudì con fin troppa prospettiva, il mare dava alla città quell’azzurro che non basta mai, il mio spagnolo veniva forgiato da approcci sulla spiaggia e rovinato dagli studenti da tutto il mondo che frequentavano il corso con me.

La mia coinquilina di Motevideo mi insegnava parole che non si usavano lì, conferendo al mio accento, un oriundo destino.

L’altra, la dottoressa, trasferitasi lì per lavoro, decise che era giunto il momento di una sfida culinaria tra Italia, Spagna e resto del mondo.

Tutti dovevano cucinare qualcosa, io rimasi sul basico e sul tattico, non avevo sbatti. Anzi, voi che leggete, dovreste indovinare cosa ho portato a quella festa!

Insomma, mi trovo in cucina con Franco, mio amico e quella volta sous chef e lo sfidante, il fidanzato della dottoressa, mi perdonerete se non ricordo il nome.

Nel mentre che cuciniamo vedo questo uomo barbuto cucinare la tortillas, friggere le patate, la cipolla, friggere ho detto e poi spaccare le uova in una ciotola o forse le aveva spaccate in quella del sale.

Io che lo chef non l’ho mai fatto, ma ce l’ho nell’anima e nelle papille, presi un cucchiaino e assaggiai il composto, malfidente esclamai verso l’avversario in un itagnol raro che vado a scrivervi come si pronuncia: Esta tortilla es una statua de sal! (Questa tortilla è una statuta di sale!).

Lui versò il composto, mi guardò e tirò fuori la versione embrionale del concetto di #Chissenefood, esclamando: Vale, se ne coma poca. (bene, ne mangeremo poca! o almeno mi ricordo disse così). Quella filosofia tutta sua mi rimase dentro, non la sposai mai fino in fondo, ma mi ronza in mente fin da allora.

Non sto a dirvi chi vinse la sfida e come degenerò la serata fra risa, bevute e ritenzione idrica ma fu indelebile. E se le cose indelebili non fossero mai perfette?

Riflettete e se volete provate la mia versione della tortillas, leggete qui sotto.

Ingredienti per 4 persone

2 cipolle bianche grandi

6 uova

cime di 2 barbabietole

1 spicchio d’aglio

2 patate grandi

300g di formaggio filante (scegliete quello che più vi piace)

1/2 cucchiaino di paprika affumicata (o paprika dolce)

sale

pepe

olio evo

olio di arachidi per frittura

Mix di erbe fresche tritate (rosmarino/timo)

Procedimento

Tagliare le cipolle a julienne e stufarle in padella con olio evo e sale. Tenere da parte.

Sbucciare e tagliare le patate a dadini e friggerle delicatamente in olio di arachidi a massimo 160°C. Dovranno risultare morbide e leggermente dorate.

Tagliare a pezzetti le cime della barbabietola, sbianchirle in acqua bollente e ripassarle poi in padella con olio evo e uno spicchio d’aglio schiacciato.

Sbattere le uova in una boulle, aggiungere le patate, le cipolle, le cime, il formaggio tagliato a dadini, la paprika, il mix di erbe e aggiustare di sale e pepe macinato al momento.

Foderare una tortiera da 26 con carta forno e versare il composto al suo interno livellandolo per bene.

Cuocere a 180°C per circa 20/25”, finché risulterà ben dorata e cotta.

Una volta pronta, lasciar raffreddare 5/10′, togliere dallo stampo, tagliare e godere di questa bontà con la giusta compagnia!

tortillas
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