Don

Aldo due, il tigre, afferma che il suo “Don Cannolo” sia uno dei migliori d’Italia, la buccia, ovvero l’involucro deve essere fritto, espresso e la ricotta deve essere assolutamente di pecora in purezza.

Aldo con il suo commercio di pecorini e formaggi local riesce a mettere le mani su questa rarità e prelibatezza.

Io confermo, cannolo raro, assoluto. 

E poi vi era il con la pasta fresca che deve cuocere 4 ore la notte prima e 4 il giorno dopo. 

Il segreto di questo ragù è avere tempo e condividere qualche bicchiere con l’amico Beppe, proprietario di questo posto magico circondato da d’india, uva da tavola e natura.

E poi ci sono risate, e un sabato pomeriggio siciliano dove si scherza e ci si diverte un sacco.

E volete dimenticare i babbaluci? Le lumachine di campo, con aglio prezzemolo e origano, da sporcasi le dita e inzuppare quel pane al sesamo che c’è solo qui, croccante fuori, profumato dentro.

Questi sono i cibi della festa, degli amici, dell’autunno, in quei posti dove vedi sparire un commensale e tornare con i fichi d’india maturi per poi ritrovartelo nel piatto bello che sbucciato con miele e pistacchio.

Provatelo.

E voi cosa amate mangiare con i vostri amici?

@taibilaboratoriogastronomico

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