#ChisseneWow: la divorAbilità

La divorAbilità sta nell’arte di rendere un piatto talmente goloso da non permettere indugi in punta di forchetta, suggerire un secondo assaggio, fartelo spazzolare e poi scarpetta.

In un’epoca di bei piatti, l’alta cucina, in rari casi, si è fatta arancina e l’arancina la rivuoi, ne sei dipendente e quando scendi dall’aereo, qui nella Sicilia, è la prima cosa che ti fai.

La divorAbilità di una pasta che sa di tutti i pomodori che sai, che sa di salsa sugo, di una fettina talmente tanto perfetta da essere sporcata dagli errori delle nostre mamme e allora Pino ci lascia apposta il nocciolo del limone.

La divorAbilità è qualcosa che c’è nei piatti che vuoi sempre, quelli che ci fanno esclamare “facciamoci una”, “mangiamoci una”, “prepariamo lo”, il soggetto o il piatto diventa il fulcro.

Lo chef si fa da parte, fa soffritto dai suoi ricordi, ti fa sentire solo e senza il calore del sud disperso nel vercellese fra topinambur sconosciuti, confortato dalla salsa fatta d’estate, di giú.

Ti fa sentire nel centro esatto di una storia enorme che si chiama mediterraneo, portandoti sulla scala dei Turchi e fra un raviolo fatto di sfoglia di seppia e schiuma di mare ti dimentichi le contemporeanee assurde scaramucce mediatiche di quattro politici che non passerano l’esame della storia e senti gli imperi e la grazia di questo mare.

E senti l’urlo di uno chef che martellandoti il palato di cose buone che sono stranamente normali sta rimettendo sulle mappe un luogo dimenticato sulla cartina geografica.

E di sti piatti ne mangeresti dieci, ne faresti scorpacciate e questo, nell’alta cucina, non è assolutamente da dare per scontato.

E attraverso una forchetta ti senti piccolo, migrante e terroncello, soldato di un impero, marinaio e conquistatore, e allora la piccola introvabile Licata diventa capitale del mediterraneo attraversata da un passato glorioso e da una speranza di chi con gli occhi non smette mai di scrutare l’orizzonte e chiamarlo casa.

Essere chef è solo far da mangiare o avere una grande responsabilità? @pinocuttaia E grazie @francescopdistefano per aver cambiato strada ed essere rimasto: perchè soli non si va in mare. #pinocuttaia #lascaladeiturchi

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