A cosa brindare

Comments (0) Chissenestyle, Curiosity

Ieri stavo tornando a casa, alla fermata del tram, in una Milano che in questi giorni minaccia spesso pioggia, intorno a me un sacco di cappelli verdi con una penna ben in vista…

A cosa brindare.

Mi si avvicina un signore coi baffi e gli occhiali marroni, per accarezzare Victor, gli fa i complimenti per le macchioline sul muso, lo scruta e mi racconta del suo cane.

Un giorno aveva lasciato la porta di casa aperta e Tell, un bastardino bianco e nero, si era fatto 13 chilometri per raggiungerlo e se l’era ritrovato davanti al cancello del lavoro: era andata a prenderlo.

Brillano ancora gli occhi a questo giovanotto di ottant’anni quando racconta del suo cane o dei suoi amici con cui divideva le montagne nei 2 anni e 8 mesi negli alpini: mi ha confidato che non si è sposato mai.

E poi lo vedo sparire, con il 14 e questo alpino attempato, con gli occhi di un ragazzo, si permette di lasciarmi lì ammutolito, consegnandomi emozioni non mie che meno male inizia a piovere, altrimenti quella sul mio viso poteva anche sembrare una lacrimuccia.

Quante storie ho visto fra canti, piume, accenti diversi: per una volta, la città degli stylist, delle model, dei designer con gli occhiali neri, dei mad man, dei broker, ha lasciato spazio ad altro.

Allora, con il mio amaro, mi sono seduto a guardare qualcuno di questi alpini, qui per l’adunata nazionale e dentro di me ho cercato di inventarmi delle storie su di loro, come quella del signore coi baffi e di Tell.

Forse dovreste provarci anche voi. Farvi un giro in città, questa volta lasciate a casa i vostri total look, gli occhiali glam pop, le scarpe della capsule collection, anzi rotolatevi nell’armadio e poi fatevi una passeggiata al Castello.

Magari mentre siete in mezzo a questi alpini festanti mettete in tasca i vostri smartphone e mettetevi a cantare quelle canzoni che sappiamo tutti a memoria e bevete un Braulio come ho fatto io.

A che cosa brindare?

Fate un gioco: pensate a qualcosa che varrà la pena di raccontare di voi ad un uomo più giovane, alla fermata di un tram, quando avrete 80 anni. Sono sicuro che troverete qualcosa per cui vale la pena brindare!

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