Tajine di uovo gigante

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Volevo pubblicare la solita ricetta fichetta in cui sfogo la mia parte creativa, ci aggiungo un pizzico di paraculaggine e tanto chissenefood. Non questa volta signori, ieri ho fatto un viaggio senza muovermi dalla cucina. Questo viaggio parla di amici, di sfide, di ricordi e di un essere speciale.

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Arrivo a casa del mio amico Andrea alle 19.58 di un giovedì santo e mi spara in mano un cartone contente numero 4 uova di struzzo. Rimango attonito, paralizzato davanti a tanta roba. Il mio amico mi lancia in guantone di sfida: “uno di questi fratello devi cucinarlo tu!”

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Penso di panarne il tuorlo, di fare una maionese giga, nulla, in testa solo gastro-cazzate viste e riviste.

Mi giro e nell’armadio dei giocattoli culinari del mio amico buon gustaio vedo una Tajine verde, nuova fiammante. E faccio un viaggio nel tempo.

Entro nella cucina dove tu mi insegnavi il gusto, dove mi facevi impazzire perché avevi tutte le spezie del mondo e io t’invidiavo. Dove versavi senza dosare, sentendo i profumi, lasciandoti andare. Dove mi stavi trasformando dentro e plasmando e dopo avermi protetto quando ero piccolo, sapevi che era arrivato il momento di segnarmi per sempre e lo hai fatto incurante delle conseguenze e del fatto che mi stavi cambiando la vita. E lo sapevi e lo facevi con stile senza impormi nulla. Mettevi un pizzico di qua e un pizzico di là e tutto ti veniva benissimo. E in quella cucina, una volta che non avevi tempo, ci hai fatto due uova al pomodoro, hai sparato un pizzico di curcuma e zenzero e ci hai fatto viaggiare come facevi sempre. Dico a tutti che nessuno mi ha insegnato a cucinare, perché sei solo mia. Non sono riusciti a tirarti fuori dai miei ricordi neanche interrogandomi tutti i giorni nei confessionali di Masterchef, perché altrimenti piangevo e io non volevo piangere. Ora non ci sei più, sei andata via lasciandoci tutti sconvolti ma migliori, ci hai protetto perché avevi il dono e il talento degli angeli e sapevi rendere tutto speciale. E se non peso niente, uso le spezie, mi faccio guidare dagli odori, senza corsi o scuole è perché volevo imitare te. E se amo l’arte, leggere e accarezzo i cani bianchi o riconosco le anime delle persone in 4 secondi è perché me lo insegnasti tu. Perché spendevi tempo per me e mi portavi in giro asino, provinciale, cicciotto per gli uffizi e mi inculcavi in testa il culto della grande bellezza, anche se a me a quei tempi non me ne fregava un cazzo, tu incurante mi davi forma. Mi facevi capire cosa conta e il suo perché. Perché tu eri il massimo. Eri una donna cometa di quelle che ne passa una ogni cento anni e lasciavi scie di polvere di stelle e noi l’abbiamo respirata e si è depositata nei nostri polmoni e grazie a te sappiamo fare delle piccole e grandi magie.

E quelle uova al pomodoro, ieri mi hanno ispirato come cucinare quell’uovo gigante di struzzo, magico bellissimo.

Preparazione.

Fate un soffritto di cipollotto, coriandolo, zenzero candito, peperoncino, olio.

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Aggiungete al soffritto salsa di pomodoro, curcuma, origano, curry, sale affumicato e lasciate cuocere con il coperchio del tajine per 25 minuti: aggiungendo costantemente dell’acqua.

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Spaccate all’interno l’uovo e cospargete di parmigiano grattugiato, origano e pepe.

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Servire cospargendo l’uovo in tajine con coriandolo e punte di asparago selvatico.

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