La filosofia del mango

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Volevo fare bilanci, proclami, auguri particolari, “discorso agli italiani” di fine anno ma alla fine ho pelato un mango.

Si, perché il mango è un po’ come un anno che passa o uno che verrà, c’è del buono, molto da scartare e soprattutto se troppo acido o difficile da mangiare puoi sempre trasformarlo in una marmellata o in un chutney.

Alla fine un mango ha all’interno un seme gigantesco che occupa spazio e va buttato. E se fosse questa la metafora degli anni che passano? Che le cose negative, ingombranti, difficili, sono invece semi riguardanti il futuro: certo buttatele, ma cercate di attribuire loro significati non solo depressivi e negativi, considerateli svolte, cambi di direzione. E soprattutto basta lamentarvi delle vostre vite. Agite! E se non avete nulla per cui agire, pelate manghi!

E non dimenticate mai la consolatoria, effimera, stilosissima bellezza. Circondatevi di bellezza a qualunque prezzo, anche il più basso e non solo il più alto. Io ci provo ogni volta che cucino i miei piatti o per Tableous. Non lo faccio per la voglia di cucinare, di spadellare, lo faccio perché devo riempirmi di bello.

Quindi, vi faccio gli auguri in questo modo, dandovi la saggezza del mango e augurandovi un po’ di bellezza.

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E dato che questo post lo sto facendo grazie a Tognana in collaborazione con Tableous, andate a sbirciare sul sito e magari invece dei soliti doni inutili regalate una bella pentola Vanitosa o come vi consiglio sempre, degli stupendi bicchieri! Siate originali, non vi fate falsificare dai sogni, dai vorrei, dai giudizi di quelli che vi ronzano intorno o dei miti inarrivabili che osannate. Pelate un mango, sporcandovi le dita, arrivate al seme, poi di nascosto mordicchiate la polpa intorno, e ricominciate, ogni giorno. E se vi è andata male, o avrete fatto sbagli, Chissenefood.

Il miglior 2017 amici miei.

Ingredienti per 4 persone.

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2 fette di pane in cassetta per tramezzini

120 grammi di salmone affumicato

200 grammi di caprino

1 arancia

Mezzo cipollotto fresco.

Erba cipollina.

Burro chiarificato 100 grammi.

Pepe.

Sale.

Graniglia di nocciole.

1 cucchiaio di aceto bianco.

Preparazione.

In un casseruola di acciaio fare cuocere mango pelato, mezzo cipollotto, peperoncino e un cucchiaio di aceto creando un chutney.

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Aromatizzare il caprino con pepe, buccia d’arancia ed erba cipollina tritata.

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Spianare le spianarelle con un mattarello.

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Cospargere di crema di caprino.

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Adagiare sopra la spinarella una fetta di salmone affumicato.

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Arrotolare, compattando il tutto. Alla fine passare una mano sopra il rotolino per creare una forma più omogenea.

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Cuocere a fuoco vivo gli involtini nel burro.

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Lasciarli riposare per qualche minuto. Tritare le nocciole tostate e preparare delle cannucce di erba cipollina.

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Frullare il chutney.

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Impiattare.

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