Guerra e nero pace

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Decidere di affrontare i foodie d’Italia con un piatto di frattaglie è come affrontare l’esercito napoleonico con una fionda. E’ stato un fallimento assoluto!

Se fossi stato un comandante dell’esercito russo ora sarei stato fucilato sul campo. Comunque non sono al sicuro, temo che qualcuno nel quartiere generale di laeffe stia tramando alle mie spalle, infatti, hanno deciso di complicare ancora di più la mia missione: mi hanno affidato un’altra ricetta “oscura”. Il tema mi fa capire che vogliono mettermi in difficoltà e testare le mie capacità da uomo di corte. Devo farmi ispirare dagli intrighi nei palazzi del potere che ci saranno nel prossimo episodio di Guerra e Pace in onda questa sera alle 21.10. Carpire i piani diabolici e gli intrighi di palazzo è fondamentale, perché la guerra non si fa solamente sul campo, ma soprattutto a corte e anche tavola.

DSC_1915I palazzi del potere sono sempre stati luoghi pericolosi, tanto quanto il campo di battaglia. Pensate che il brindisi, mi diceva una mia amica di Mosca (lei sì che ha letto Guerra e Pace), è stato inventato per difendersi dai veleni messi nel vino da compiacenti sudditi che si rivelavano poi spie del nemico. Brindare permetteva ai liquidi dei reciproci bicchieri di mischiarsi e quindi nessuno era immune dall’essere avvelenato. Ma queste è un’altra storia… E io invece devo occuparmi di storione e non di storia, anzi di caviale, l’oro nero dei russi, il cibo di corte per eccellenza della nobiltà. Tutti vanno matti per queste piccole uova, sarà per quel colore nero che rappresenta da sempre il lato oscuro del potere che si aggira nei corridoi di corte, fra passi che rimbombano nel vuoto, piani diabolici e bisbigli.

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Col caviale ho deciso di farci una linguina, non bisbigliante, ma al nero di seppia e dato che ci costerebbe troppo, ho usato un vasetto di uovo di lompo da 2 euro. Credetemi questo è il nostro piccolo segreto, e tra mille bugie di corte, o nelle vostre cene affollate, non se ne accorgerà nessuno. Voi chiamatelo pure caviale e tiratevela. Come mi piacerebbe essere dentro a Guerra e Pace e cucinarlo stasera per la viziosa e disinibita nobiltà russa, spacciandolo per caviale e creando questo piccolo innocente e oscuro inganno, per sedurre le donne, sollazzare i potenti e ridere fra i corridoi in gran segreto del fatto che gli ho servito dell’umilissimo lompo in offerta al super. Voi cucinatelo, ma mantenete il segreto.

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Ricetta per 4 persone

320 grammi di linguine o spaghetti al nero di seppia
50 grammi di burro chiarificato
Erba cipollina qb
Scorza di limone
Nero di seppia fresco (facoltativo)
Sale
1 confezione di uova di lompo

Preparazione

Lessare gli spaghetti in abbondante acqua leggermente salata.

Scolarli in una boulle e raffreddarli con il burro chiarificato al quale avremo unito la scorza di limone. Girare fino a sciogliere il burro.

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Aggiungere l’erba cipollina e le uova di lompo e il nero di seppia fresco.

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Servire facendo un nido di spaghetti, decorare con lompo ed erba cipollina, aggiungere un filo d’olio.

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Buon appetito!

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