Fuoco

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Non so stare lontano dal fuoco. So che brucerà, che mi farà passare le notti insonni. E ieri ho pianto mezz’ora per spegnerlo, da solo, senza dirlo. A parte a voi, ovviamente, che siete qui per le stesse ragioni: sbagliate, piccanti e che preferite i picchi del cuore ad un placido intercedere.

 

Ecco perché siete costretti a sollecitare il vostro encefalo, il vostro muscolo ritmante e quel tappetino di pupille che si trova lì in mezzo. Sono vivo e non è ovvio.

Allora perché non celebrarlo con il fuoco di una seppia che ti schiaffeggia di spezie e per chiederle pietà devi farti portare una ciotola di riso in ginocchio. E allora ti trovi a fotografare per non pensare, per non darle troppo spazio, anche se si meriterebbe l’invasione ma la resa mai.

Uso le bacchette per distrarmi. Sfogarmi, attraverso lo stupore nello scovare un raviolo con uno scudo croccante che mi fa venire certe idee pazzesche ma soprattutto voglia di romperlo quello scudo, in voi, ogni volta che lo vedo.

E ci riesco. Perché ho il dono di andare a fondo e bagnarvi la testa nel fuoco e farvi assaporare il mio inferno mentre vi guardo negli occhi e poi portarvi fuori tenendovi per mano dolcemente e ridere con leggerezza.

Fatele ridere che a farle sentire sbagliate, nel posto dove non dovrebbero mai stare ci penserà qualcun altro.

No spirito guida, non è novità e che quando uno sente un fuoco ci deve danzare che sia primordiale o sotto una padella: questa vita è troppo stretta per stare fermi: e la mia anima danza forte al contrario del mio corpo sgraziato quando si tratta di ballare.

Così emozionato da diventare impotente ma al contrario implodo e brucio facendo esplodere le stelle e i pianeti di un universo a fianco.

Fatevi un giro nei miei postacci, mangiate con me anche se non sono seduto con voi e quando sentite un tonfo, una scossa, eccomi lì che mi getto sulla crosta di un raviolo che tenta di proteggersi un po’.

E tu lo so che stai bruciando, anche se fuori sembri impeccabile coma una catasta di legno perfettamente impilata prima di un falò. Voi cosa fareste, stareste fermi a guardare o le dareste fuoco?

Sedano e radice di giglio.

Raviolo croccante.

Raviolo.

Agnello.

Fegato.

Seppia.

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