DisoccuPassioni: 10 motivi per cui non credere ai sogni nel cassetto

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I sogni nel cassetto sono la vostra più grande fregatura. E le vostre passioni diventeranno presto delle disoccupassioni. Sta avvenendo un pericoloso e alquanto stupidissimo fenomeno legato alla digitalizzazione dei nostri tempi. Si inseguono chimere virtuali con la speranza di viaggiare gratis, mangiare gratis, vestire gratis, alla ricerca di “mi piace” ed effimera notorietà, alla ricerca di denaro facile.

Ecco perchè non avverranno mai.

1 Non siete ossessionati. O meglio non lo siete abbastanza. Le persone che hanno un sogno, gran parte delle volte sono degli autistici, si dedicano completamente ad una attività in maniera costante, appunto ossessiva. Si svegliano con quella ossessione, ne parlano costantemente, sono noiosi da quanto riescono a frantumarsi le palle con la loro passioni.

2 Ne avete troppe. Troppe passioni, troppi interessi. Mediamente non avete individuato un obbiettivo e continuate a saltellare da un parte all’altra scimmiottando quelli che ce l’hanno fatta, o seguendo le mode del momento. Quindi la passione non si auto-genera ma viene condizionata dal mondo esterno.

3 Non avete una strategia. State solo compiendo una serie di tattiche #acaso al fine di ottenere qualcosa che non avete nemmeno capito o decifrato. Quelli che ce l’hanno fatta mediamente hanno capito quello che sta succedendo ora 3-4 anni fa. Non siete un po’ in ritardo?

4 Anteponete il successo personale all’oggetto della vostra passione. La musica é mezzo per diventare famoso. No! La musica dovrebbe essere l’ossessione malata di una camera solitaria in cui vi spaccate le dita su un pianoforte, poi spaccate il piano forte e poi spaccate le palle ai vicini, a tutti, siete soli e reietti schiacciati dalla vostra passione e un giorno: boom siete delle star.

5 I reality vi hanno fottuto il cervello. Aveva ragione Warhol, avete avuto i vostri 15 minuti di notorietà e ora vi sentite gli eroi del vostro condominio. Vi faccio un esempio, io ho partecipato ad un reality, sono andato a Masterchef perché la cucina era una delle mie ossessioni e non mi fregava delle telecamere. Io volevo fare il culo a tutti. Sono entrato col coltello fra i denti oltre che nelle mani. Ho perso lottando e sudando. Non m’interessava il dopo. Il giorno dopo aver perso 100.000 euro per una panna cotta ero in agenzia ubriaco marcio che mi era finita l’aspettativa, a fare il mio mestiere. Che era scrivere! E che è scrivere. Poi mi è arrivata l’onda, io l’onda l’avevo prevista ma non era il mio sogno nel cassetto. Nel mio cassetto ci sono preservativi, un libro e la foto Wally. Io non ho sogni, ho sogni lucidi.

6. Siete disposti a fare qualsiasi cosa. Quindi manovrabili. Non avete etica o morale, fareste di tutto pur di apparire per una vostra disoccupassione, ma sono i vostri No che determinano le scelte non il vostro continuo dir di Si. E siete interessanti perchè diversi per il teatro della comunicazione, non perché siete disposti a tutti. Siete effimeri, senza nervo così, inutili, sostituibili, prostituibili.

7 Non avete un piano marketing. E’ quasi peggio di non avere una strategia. Non avete un posizionamento, un tone of voice, un target. Chiara Ferragni è un direttore marketing, ha un ufficio marketing, ha creato questa cosa in vitro, l’ha predetta insieme ad un team di persone competenti, cazzute. Aveva soldi a disposizione. Ha creato un mestiere sulla sua passione. Potete condividere o meno, ma ha attuato azioni di marketing prima di sorridere e sculettare.

8 Non siete originali. Copiate quello che va bene solo perché lo fanno gli altri. Oggi ho messo un piatto di un locale molto di moda in questo momento a Milano. Siete impazziti. Perché vi aspettate questo. E in questo locale ci siete tutti nella trepidante attesa che questo sogno, quale poi, si realizzi. Sveglia, andate a lavorare non a comandare.

9 Non siete disposti a perdere e a rischiare. Mediamente dedicate alle vostre passioni una limitata parte di quello che possedete. Fate bene. Gran parte di voi saranno solo dei disoccupati seguendo le proprie passione. Indi per cui non fate “all in”. Ma se doveste dedicarvi alle vostre passioni fatelo con la testa e con il culo. Fatelo a discapito di quello che vi succede e credeteci sempre. Abbiate un incrollabile fede in voi stessi e non solo Fedez in testa.

10 Non stabilite un piano B. Solo gli idioti non hanno un piano B. E voi generalmente non avete un piano A, presumo che alla B non ci avete pensato. Quindi non tutti saranno chef, fashion blogger, fenomeni da baraccone, esistono mestieri nobili anche senza fare foto in Instagram, indossare vestiti, cucinare porcate sui blog. Esistono mestieri e non solo passioni. Imparatene 3 o 4. Applicateli in contesti diversi. Siate poco prevedibili.

Quindi io vi sconsiglio di dedicarvi alle vostre passioni. Se lo fate, fatelo sul serio. Non si scherza. Siate originali e imparate a capire le onde che vi arrivano. I segnali dal futuro.

Io non ce l’ho fatta ma sono ossessionato da quello che faccio. Odio cucinare, odio fare foto, odio i social, i “mi piace”. Lo faccio solo per un motivo: la mia passione. Anzi la mia ossessione.

Sapete qual è la mia grande passione? Sono le IDEE, e io vivo di IDEE. IDEE in cucina. IDEE di comunicazione. IDEE che diventano dipinti, poesie, storie,post sui blog.

E ora la mia idea di fare l’artigiano delle IDEE è attraverso me stesso. E sono disposto a tutto per le mie IDEE. E se non dovesse andare ho 6 piani B, intanto ho maturato competenze che non esistono sul mercato, ho trovato nuove ossessioni e soprattutto ho un vantaggio, me ne fotto perché so che cadrò in piedi perché ho imparato mille cose mentre mi scaccolavo pensando alle mie passioni. Che non ho… sono uomo senza passioni o meglio ne ho migliaia.

Ho delle ossessioni che mi generano idee. E con quelle ci vivo.

Ragazzi non fatevi fottere il cervello da instagram, siete giganteschi anche così, senza “mi piace”.
La vita è nelle pause tra un “mi piace” e un post, è lì che dimostrate veramente chi siete, e gli uomini e le donne che sarete.

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