ChisseneWow: Huan

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Questo #ChisseneWow non è blu, non è azzurro, non è verde. E’ un colore che potrebbe descrivere uno stato di mezzo dove stanno confluendo le anime di questa città madonnina e diavola: una città che trita se non sei precisamente qualcosa. Una città che alla prima domanda nelle sue serate da bere ti chiede smorfiosa: Ma tu cosa fai nella vita?
Sapreste rispondere esattamente?

ChisseneWow: Huan

Io non ci sono mai riuscito forse perché sono nato in territori di confine, forse perché so meglio cosa non sono che quello che sono, forse perché vivo di espedienti e scelgo solo quello che mi piace, altrimenti sto zitto.

Forse perché alle definizioni preferisco un ricotta che sa di wasabi o un margarita al peperone: ecco perché la cucina fusion mi assomiglia, perché non si fa queste domande ma cammina su questo linea di confine.

E allora sono cinese, mexicano, italiano, un po’ marziano e non mi pongo il problema di essere azzurro, verde e blu.

La mia anima è di un colore come l’ottanio, quello che c’è nelle pareti questo luogo dove la capasanta va a braccetto con lo shitake,

l’anatra sa di cachi,

e il maialino cerca coperte di verza per rispondere al freddino di stagione, dove le marinature sono pensate, vissute, ricercate in giro e non messe sopra perchè fa figo.

 

Andateci se volete mangiare qualcosa di buono e nuovo senza troppi voli pindarici: concretezza fusion, cocktail equilibrati che nella città del bere bene non è così scontato bere bene. Niente bicchieri di solo ghiaccio e alcol da stendere un Cosacco che la generazione dei nuovi barman tende a sbatterti sul balcone appena gli dai fiducia ma quel tipo di bere che ce ne vuole subito un altro e allora devi chiamare il 4040. Fatevi belli, spiaggiatevi sulle poltrone, godetevi candele e ottanio e fate fare a Giorgio (lo chef) e Dario (bar) e rilassatevi che a Milano è un miraggio farlo. Forse per quello l’hanno chiamato così, Huan, miraggio.

E ricordate se mi vedete scrivere di qualcosa non è perché ho mangiato bene, bevuto bene, ho fatto la mia bella seratella, no, niente di tutto questo: è perché ho trovato dell’anima in chi ci lavora, nel posto.
Voi diavoletti di che colore siete oggi e da dove mi state leggendo? #chissenefood

 

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