Arancini alla Norma

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Io con la Sicilia ho un feeling particolare. Sono stato la prima volta anni fa, per tre mesi. Lavoravo in un villaggio turistico e vendevo arte. Mentre gli ospiti erano immersi nelle loro attività quotidiane, giochi di gruppo, giochi caffè, giochi piscina, io mi aggiravo furtivo tentando di vendere loro bellezza. Era un’estate da caldo record e io soffro il caldo come un Calippo fritz.

Tutto il personale, all’inizio molto reticente con questa figura nordica che si aggirava furtiva, mi adorava, anche perché ci conquistavamo fiducia e rispetto giorno dopo giorno, senza fretta. E fiducia e rispetto sono le prime regole di questo popolo molto signorile ed elegante. Un sud diverso, fatto di tradizioni da rispettare in maniera ferrea e in quest’isola non puoi sgarrare o fare quello che ti pare. Non è Ibiza. Qui da secoli sanno come rapportarsi allo straniero e lo riconoscono, è nel loro dna. Una volta conquistata la fiducia di un siciliano la diffidenza scompare e vieni trattato come un principe.

Comunque faceva un caldo pazzesco e io mi aggiravo boccheggiate per il villaggio. Tutto il personale mi salutava con un nomignolo: Husky.

Buongiorno Husky. Io ti consiglio lo spada oggi Husky. Husky dormito bene. Husky hai visto che bona l’animatrice. Husky…

Mi piaceva quel nome ma una volta ho voluto scoprire il perché mi chiamassero così. Andai al bancone del bar, dove ad attendermi c’era il mio bicchiere d’acqua semi frizzante e semi ghiacciata – il barman lo preparava spontaneamente appena mi vedeva scodinzolare in giro – sorseggiai accaldato e chiesi: ma ragazzi perché mi chiamate Husky? Perché sono quasi svizzero? Ho un occhio di un colore diverso dall’altro? Non sono peloso, non capisco.

“Maurizio, semplice, l’anno scorso venne un Husky in villaggio e soffriva il caldo come te! E io gli preparavo sempre la sua acqua semi fredda appena lo vedevo in lontananza. E tu caro mio soffri il caldo come un Husky!”

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Questo è uno dei miei mille ricordi legati a questa terra meravigliosa, elegante ed orgogliosa, difficile, ma bellissima. E questa sera potete vedere un’altra esperienza, quella fatta di recente con #footballskitchen a Messina, facendo visita alla famiglia Storari, non faceva così caldo, ma l’accoglienza è stata calorosissima. Quindi ci vediamo questa sera alle 22.30 su Gambero Rosso, e ricordate che l’arancino non va passato nell’uovo ma nell’acqua e farina.

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Preparazione:

Preparare un risotto e lasciare raffreddare, mantecare con ricotta salata e olio.

Preparare il ripieno tritando a coltello: melanzane cotte in forno e frullate con una fesa d’aglio sbollentata ridotta a pomata, prezzemolo, scorza di limone, olio, sale e pepe.

Preparare degli arancini con il ripieno di melanzane. Panarli con acqua e farina e poi passarli  nel pane grattugiato.

Preparare la salsa al pomodoro: pomodori con scalogno, olio sale e pepe; cuocere per qualche minuto e aromatizzati con scorza di limone e poi levarla e frullare il tutto.

Tritare i pistacchi.

Mettere un velo di salsa di pomodoro. Adagiare gli arancini. Grattuggiare della ricotta salata e finire il piatto con graniglia di pistacchio e la mentuccia.

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